Pubblichiamo di seguito una precisazione resasi necessaria dalla confusione di notizie contrastanti uscite, anche da parte di organi istituzionali, circa la possibilità dei figli di alcune determinate categorie di lavoratori (i cosiddetti “key workers”) di frequentare a scuola in presenza le lezioni. 

Questa possibilità non è prevista secondo le ultime disposizioni vigenti.

Infatti, come si evince dal comunicato stampa che precede la lettera di chiarimento inviata al Ministero della Pubblica Istruzione da parte della Regione Emilia Romagna:

– “In Emilia-Romagna, nei comuni in zona arancione scuro e in quelli in zona rossa, gli istituti scolastici sono già attivi per garantire attività e lezioni in presenza ad alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali e quando sia necessario l’uso di laboratori. Si tratta delle sole deroghe alla sospensione delle attività in presenza di nidi e materne e alla didattica a distanza al 100% dalle elementari alle superiori, così come previsto dalle ordinanze”
– “La circolare del 4 marzo scorso del Dipartimento del Ministero dell’Istruzione, analoga a una precedente di novembre, nella quale si davano indicazioni affinché si ponesse attenzione agli alunni figli di personale sanitario direttamente impegnato nel contenimento della pandemia e anche ai figli del personale impiegato presso altri, non meglio specificati, servizi pubblici essenziali, non ha un fondamento giuridico chiaro, dato che il DPCM parla solo di alunni disabili e con bisogni educativi speciali, né sarebbe attuabile in assenza di alcuna indicazione operativa, che definisca precisamente innanzitutto di quali categorie si parli.”

La successiva Nota Esplicativa dello stesso Ministero inviata alle istituzioni scolastiche domenica 7 Marzo conferma pertanto che tutte “sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza” e l’unica eccezione prevista è “la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Di seguito i testi integrali dei due documenti

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