La scorsa settimana, il giorno 17, è stato il centenario della nascita di una figura chiave per il mondo della scuola e non solo: Mario Lodi.
Molti docenti si sono ispirati a lui poiché è stato un grandissimo educatore, innovatore e scrittore, oltre a essere stato fautore di una pedagogia volta alla crescita del bambino visto come essere pensante e quindi un futuro buon cittadino.
Inizia la sua missione educativa, perché missione è per lui, a Drizzona, suo paese di origine, dove a contatto con i più piccoli si mette alla loro altezza e trasmette loro il principio base del “fare insieme” e del “fare classe/gruppo” per riuscire così a essere inseriti correttamente nella società.
Ci ha lasciato in eredità molti scritti, molti spunti pedagogici operativi, studiati e provati direttamente da lui nel suo agire quotidiano come insegnante.
Al centro del suo pensiero educativo si trova la pedagogia cosiddetta “popolare”, in contatto diretto con le famiglie e le loro diverse realtà, così come la pedagogia di Freinet, educatore francese padre della pedagogia moderna.
Per Lodi il bambino va valorizzato e ascoltato, e il migliore strumento per farlo è lasciarlo giocare e socializzare. Fin da piccoli siamo un intreccio di mente, corpo, emozioni, ragionamenti e paure, tutto insieme!
La scuola, oggi più che mai, deve tenerne conto.
Grazie Maestro!