Nella prima settimana di agosto sono stato accolto per un’esperienza di stage all’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in Via delle Lame 46, dove ho potuto svolgere mansioni d’ufficio.

La prima mattina sono stato accolto molto cordialmente dalle due signore che mi avrebbero affiancato nei giorni seguenti; sono state molto disponibili a rispondere alle mie domande e mi hanno spiegato nel dettaglio cos’è e cosa fa l’AIRC, per darmi un’idea della realtà per cui avrei lavorato. Ho capito immediatamente che la ricerca è fondamentale per migliorare il futuro della vita umana e mi sono sentito entusiasta di lavorare, anche se per un periodo limitato, per tale realtà.

L’ufficio in cui avrei lavorato non era molto grande, ma ordinato ed accogliente, con tre postazioni pc di cui una indicata col mio nome e cognome. La mia postazione era spaziosa, comprendeva un computer per registrare i dati, un cassetto dove mettere i miei effetti personali ed uno spazio della scrivania libero da strumentazione così da avere tutto a portata di mano. Le mie temporanee colleghe sono sempre state molto gentili e simpatiche, e ciò, unitamente all’ordine ed organizzazione, mi ha permesso di sentire nell’aria un buon clima di positività.

Sono stati  giorni di quasi  totale autonomia per svolgere compiti diversi, quali registrazione in formato Excel di donatori, elencazione di redazioni e testate giornalistiche, contatti telefonici con le banche per ottenere un nome o il numero di un addetto dell’ufficio marketing (in modo che le lettere che verranno poi inviate arrivino al direttore della banca/filiale e non vadano buttate assieme alla pubblicità).

Infine ho potuto dedicarmi in particolare ad un mio progetto volto a coinvolgere i giovani miei coetanei nel sostegno alla ricerca; l’idea che ho formulato per incentivare la diffusione dell’AIRC si traduce nell’organizzazione di  una serie di eventi sportivi  in cui diversi personaggi di riferimento per una determinata disciplina sportiva  tema della giornata si dedicano all’AIRC mettendosi a disposizione per allenare dei ragazzi. La mia proposta è stata ben accetta dalle mie “colleghe”, mi è stato chiesto di formalizzarla per trasmetterla a Milano. I responsabili della sede di Milano l’hanno considerata positivamente e a metà settembre sono stato ricontattato per incontrarli e prendere in considerazione la realizzazione del mio progetto.

Volendo riassumente in un quadro generale la mia esperienza, innanzitutto ho apprezzato di potermi esprimere con idee mie in un contesto accogliente.  I compiti che mi sono stati assegnati non sono stati tanto complessi;  il più impegnativo sono state le numerose telefonate alle banche, in quanto non avendolo mai fatto prima, ai primi tentativi tentennavo sia con la voce che con le parole, poi ho preso dimestichezza e ho chiamato oltre 60 banche! Ho notato che gli uomini in generale mi fornivano i nominativi dei direttori, mentre le donne si limitavano a passarmi il centralino o chiudevano la chiamata dopo aver sentito per cosa stava l’acronimo AIRC.

Questo mio primo approccio al mondo del lavoro mi è stato molto d’aiuto, grazie anche alle “colleghe” che mi hanno accompagnato nella mia settimana da dipendente dell’AIRC e, se me ne verrà data l’occasione, sarei lieto di poter riprendere a lavorare con loro. Sono comunque aperto a nuove esperienze lavorative, convinto che ciascuna possa regalarmi qualcosa.

Niccolò Regazzi – Classe 3^ Liceo 2016/17

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