Primo incontro Mercoledì 13 Marzo 2019 – Ore 13-14

Che cos’è la mafia
Contestualizzare a partire dall’Unità d’Italia
Il concetto di Mafia come fenomeno plurisoggettivo
La “zona grigia”
La struttura della mafia

La mafia, nelle sue più varie implicazioni, rappresenta una delle forme più violente di aggressione della società. Darne una definizione è difficile ma doveroso, così com’è fondamentale contestualizzare il fenomeno, le cui radici affondano nell’Unità d’Italia. In particolare, sarà necessario soffermarsi sul concetto di “pluri-soggettività” della mafia, problema centrale e sintomatico di questa particolare forma di organizzazione criminale. La mafia, infatti, trae forza dalla sua capacità di organizzarsi in modo preciso e accurato, dotandosi di capacità e forze tali da poter estendere i suoi tentacoli all’intera collettività, turbandone il benessere, la sana convivenza e in ultima analisi la stessa libertà e felicità dei cittadini. Proprio per questo suo profilo, sarà necessario ampliare il discorso, fino a ricomprendervi la problematica odiosa e drammatica della “zona grigia”. L’espressione indica quel comportamento che non è così esplicito da assumere i contorni di concorso esterno ad associazione mafiosa, ma è tale da fornire un apporto tecnico e scientifico fondamentale alla crescita e alla evoluzione della mafia. La zona grigia avvolge, come una nube, cittadini comuni, persone che quotidianamente svolgono attività lavorative e che tuttavia instaurano un sodalizio più o meno duraturo con  la mafia, permettendo l’ingresso della stessa nelle banche, negli studi legali, nei supermercati, nei centri commerciali, nei palazzi pubblici e, talvolta, nei tribunali. Capire questo meccanismo subdolo è l’unico modo per instillare nella società il germe della legalità, l’unico modo che può dotare la collettività delle difese necessarie per combattere, vincendolo, il sistema della criminalità.

 

Secondo incontro Mercoledì 20 Marzo 2019 – Ore 13-14

Conseguenze della mafia nei contesti in cui si radica
Come si combatte la mafia nel vivere quotidiano
Breve cenno sul Maxiprocesso
Le vittime della mafia
Cosa fa l’ordinamento statale contro la mafia. L’Antimafia

Le conseguenze della mafia sono tragiche e disastrose sia sul piano individuale che su collettivo. Il dramma che il fenomeno dell’associazione mafiosa porta con sé è una ferita aperta, che racconta e testimonia storie di grande coraggio e il forte desiderio di combattere la battaglia della legalità. Ma come si combatte la mafia? Come si può distruggere un male così radicato e potente? Non è possibile rispondere in modo astratto a questa domanda, ma occorre tornare indietro nel tempo e ripercorrere i passi amari ma coraggiosi dei giudici Falcone e Borsellino. Grazie alla guida di queste due importanti figure, sarà più semplice conoscere e addentrarsi nello studio del maxi-processo. L’espressione dice un “processo grande”: grande per la mole di lavoro e imputati, grande per la sua capacità di rappresentare il momento di svolta nella lotta alla mafia. Il contributo dei giudici Falcone e Borsellino prima e il maxiprocesso dopo, doteranno l’antimafia di uno strumento straordinario: la conoscenza. La lotta diviene allora più consapevole. Da qui il racconto di donne e uomini che hanno sacrificato la loro stessa vita per combattere, senza paura, la mafia. Storie di gente comune che ha saputo scegliere la strada faticosa dell’onestà, della denuncia, del coraggio, dell’amore e del rispetto per la libertà. Peppino Impastato, Don Pino Puglisi ecc., sono soltanto alcuni dei volti coraggiosi di questa storia. Pagine dolorose e drammatiche che tuttavia non sono state prive di senso, diventando linfa per un’antimafia sempre più forte. Così lo Stato, presa coscienza degli effetti devastanti della mafia, si è fatto carico di approntare una normativa rigorosa, volta alla prevenzione e alla lotta alle associazioni criminali di stampo mafioso.    

 

Responsabile del progetto
prof. Alberto Baggio (Filosofia e Storia)

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